Recensione a cura di Nadia Morelli
IL VAN GOGH DI LIZ TAYLOR
Falsi, furti e potere: le regole del mercato dell’arte
di Marco Ventoruzzo
Egea Edizioni
Marco Ventoruzzo traccia un percorso letterario strutturato che va dalla definizione di arte alla censura, ai falsi fino alla rappresentazione del diritto che, anche in questo settore, sa ricercare contraddizioni ed offrire soluzioni. Attraverso il caso Brancusi vs United States, l’autore parla di quali siano gli elementi che portano a riconoscere un’opera come “arte moderna” laddove quest’ultima è tale perché non si prefigge “lo scopo di imitare la natura”. Ancora, la sentenza United States vs Perry fu l’epilogo di una celebre controversia laddove si discusse se alcuni beni importati, nel caso di specie finestre destinate al Convento del Sacro Cuore di Filadelfia, fossero o meno oggetto a tassazione. E medesima è la questione che ci si pone sull’applicazione dell’aliquota agevolata per l’IVA e di esenzioni dai dazi doganali per i lavori eseguiti “interamente a mano dall’artista” o se detto privilegio possa applicarsi anche all’opera realizzata con mezzi meccanici. Anche in questo caso sopravviene la sentenza Volker Huber vs Hauptzolant Frankfurt am Main-Flughafen). Tante le osservazioni che l’arte, nella molteplicità delle sue forme, ha generato: dalla necessità di servire a funzioni morali o pedagogiche, al ritenerla giustificata soltanto dal suo puro valore estetico. E cosa accadrebbe se l’opera sollevasse un giudizio negativo? C’è libertà nell’affermare la propria opinione anche se questa si mostrasse “lesiva” della “forma d’arte espressa”? Ogni domanda è analizzata da prospettive antitetiche attraverso solide argomentazioni tanto di diritto quanto di decisioni giurisprudenziali che sono al servizio dell’arte e della sua discettazione. Il saggio di Marco Ventoruzzo è lettura densa che folgora su importanti dilemmi giuridici ed etici nonché sulla loro eterna relazione.
Recensione di Gino Infantino in arte Bramante
A piedi nudi nell’arte “Carlo Vanoni”
Un testo comprensivo, con un linguaggio di inequivocabile esperienza, molto scorrevole e accessibile a tutti, cioè ai professionisti che conoscono già il mondo dell’arte e tutte le sfumature che esprimono la creatività umana, ma anche a quelli che non si sono mai avvicinati a questo mondo, o che lo conoscono in modo amatoriale e che vorrebbero aspirare ad una conoscenza maggiore dell’arte, sia del passato che quella contemporanea.
Un’ampia bibliografia di supporto al testo — su vari livelli di conoscenza e per i tanti temi trattati — lo rende molto affidabile, ma soprattutto elimina qualche dubbio o qualche interpretazione vaga o poco chiara del lettore, semmai ne trovasse tra le pagine.
Pone il lettore davanti a tre porte, ognuna con una differente difficoltà di approfondimento: sarà egli stesso a decidere, dettato dalla sua voglia o capacità, in quale entrare a passeggiare in questo splendido mondo dell’arte.
Nudo e secco, esattamente come piace a me, senza infiorettatura né abbellimento d’effetto, ma profondo, professionale arguto e penetrante da affondarci con la mente intera fino a sentirmi soggiogato e avvolto dai profumi dei palazzi dell’arte e le botteghe di una volta, a me tanto care. Tanta è la maestria nel trattare argomenti, che generalmente, tanti come me, credono di conoscere, ma poi ti rendi conto di quanto tu sia piccolo davanti alla cultura.
È un testo pregiato e meritevole di lode per la sua composizione, sublimemente strutturato. Leggendolo lascia la pienezza di aver aggiunto dei tasselli alla propria conoscenza, riguardo ad alcune opere d’arte che in passato possono essere state diversamente considerate. Trasmette intime emozioni, ti accompagna tra le botteghe delle varie epoche. Rende leggibile e chiara l’opera davanti alla quale uno tenta di interpretare.
La logica del racconto nelle pagine del testo coinvolge e tanto invita ad andare a vedere quadri mai visti prime, ma anche quelli già ammirati più volte perché pongono il lettore in una posizione con una differente angolatura di visione — e come sappiamo: il trucco nell’osservare l’arte è nel modo di osservare. L’Italia è piena di eccellenti opere sconosciute agli stessi italiani. Ecco che questo libro porta per mano in questo mondo speciale
Tre aggettivi che voglio attribuire: avvolgente, originale, ricco.
Recensione di Gino Infantino in arte Bramante
Vizi d’arte «Ugo Nespolo»
Una dettagliata analisi sul mondo dell’arte, raccontata da un eccellente protagonista. L’autore entra nello scuro sottofondo dell’arte e appassionatamente ricerca gli artefatti, i fari illuminati falsamente, cioè quell’arte sofisticata, artificiosa, o quantomeno eccessivamente elogiata.
Una corposa raccolta di scritti, estrapolata per lo più dal quotidiano Il Foglio, infilando chiodi di riflessione sulla creazione artistica di oggi, facendo del criticismo costruttivo, con la speranza che venga spogliata dai fardelli moderni e torni alle sue nobili origini.
Il titolo del libro trae ispirazione dal romanzo di Toscanini: Vissi d’arte, per affrontare il tema dell’Artword.
Artista poliedrico, trasgressivo, antiestetico e molto colto, un raffinato intellettuale che vive in perenne ansia da sperimentazione e che ha contribuito alla storia dell’arte del Novecento.
Bisogna recuperare la dimensione culturale dell’arte, la sua forma originale di espressione, altrimenti continua ad arenarsi nel «sistema merchandising». Tutto questo indirizza le tendenze, le scelte del pubblico e soprattutto dei collezionisti. Se è vero che solo ciò che costa vale, allora anche nell’arte solo ciò che costa è un’opera? Cosa mostra oggi l’arte? Se porta con sé soltanto il valore economico allora non ha messaggi da trasmettere, non provoca: tutto è arte oppure, forse, niente è arte.
